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Gestire l’export in Est Europa e Russia, conoscere i territori e valorizzare le relazioni.

INTERVISTA A MARGHERITA DRIGO.
Quella di Margherita Drigo con Roen Est SpA è una collaborazione professionale, che dura da oltre 20 anni.

Ci racconta il suo lungo e fruttuoso percorso professionale in Roen?

Inizialmente ho lavorato per un certo periodo ai reparti produttivi. In questo modo ho avuto l’opportunità di prendere confidenza con i processi dal punto di vista pratico. Nel 2001 ho avuto l’occasione di entrare a far parte del gruppo dell’ufficio tecnico come disegnatore, dove ho avuto modo di alimentare le mie competenze. Questo mi ha dato la possibilità di svolgere nuove mansioni e di vedermi assegnate nuove responsabilità in maniera graduale. Inoltre, attraverso la continua collaborazione con l’Agenzia Technoklima di Bratislava che in maniera diretta sui mercati tiene i contatti con i clienti dell’Europa dell’Est nonché con Paesi extraeuropei come la Russia, l’Ucraina ed altri, ho potuto avvicinarmi sempre di più al mondo commerciale, occupandomi della gestione dei clienti, dei progetti in fase d’offerta, della formulazione e gestione degli ordini e dell’assistenza tecnica, diventando il collettore tra l’Agenzia e l’Azienda,  conservando attività dedicate ad esigenze interne locali nonché di gestione centrale.

Adesso di cosa si occupa?

Dal 2019 mi è stato assegnato il ruolo di export manager, responsabile commerciale dell’area Est Europa e del mercato russo. È una grande soddisfazione personale e professionale, il coronamento di tanto impegno e crescita, sempre con passione e dedizione, che per me sono elementi fondamentali in tutto ciò che faccio. Inoltre, un valore aggiunto del mio ruolo è proprio la conoscenza dei vari aspetti del lavoro, anche dei più pratici e tecnici, avendo cominciato dalla produzione.

È cambiato il lavoro negli ultimi anni?

Sì, è cambiato molto, sia in seguito alle evoluzioni del mercato e delle aree geografiche che gestisco, sia grazie all’evoluzione dell’Azienda stessa. Roen Est è passata da una storica gestione imprenditoriale ad una organizzazione con visione di business più globale, più strutturata. I cambiamenti sono stati importanti e dinamici all’interno dell’Azienda, quindi, da un lato impegnativi ma dall’altro molto stimolanti.

Ed a livello geografico?

Le aree dell’est Europa e della Russia, nonché dell’Ucraina ecc. hanno subito profondi cambiamenti politici ed evoluzioni sociali, di conseguenza anche le dinamiche dell’export sono cambiate inevitabilmente ed hanno reso più delicato l’approccio con i vari mercati, ed i rapporti commerciali, a volte, sono un po’ più impegnativi.

Parallelamente però, anche l’Agenzia con cui collaboro è cambiata. Sono entrati a far parte del gruppo nuovi agenti e giovani collaboratori, che naturalmente portano con sé nuove mentalità, un approccio dinamico ed aperto alla collaborazione, che rende il rapporto proattivo.

Un grande lavoro di relazione quindi?

Decisamente.

Il mio ruolo dev’essere necessariamente un filtro tra azienda e agenzia, oltre che un punto di riferimento e supporto interno per i miei colleghi. Si deve conoscere il mercato di riferimento ed il funzionamento della “macchina aziendale”, le dinamiche ed i processi interni e le risorse umane che si hanno a disposizione.

Internamente, infatti, grazie anche alla formazione continua che l’azienda ci mette a disposizione, cerco di essere di supporto ai colleghi dell’ufficio tecnico e di preventivazione, per lo sviluppo dei progetti riguardanti le richieste che provengono dai Paesi di cui ora sono responsabile commerciale. Quindi collaboro allo sviluppo delle offerte ed alla gestione degli ordini di vendita e quindi anche alla gestione di tutte le problematiche attinenti.

Qualche progetto per il futuro?

Recentemente l’Azienda ha preso la decisione di partecipare alla fiera CLIMATE WORLD che si terrà a Mosca dal 10 al 13 Marzo del 2020. Questa è un’ottima occasione per “andare sul campo”, infatti l’obiettivo è di aumentare la mia presenza all’esterno, per coltivare e possibilmente migliorare le relazioni.

Credo che, nonostante viviamo nell’epoca dei “social”, in cui i “collegamenti virtuali” prendono spesso il sopravvento, resta ancora molto importante il contatto umano, che a volte può far cambiare tutto, soprattutto in situazioni dove la cultura è tanto diversa dalla nostra e quindi l’approccio può essere complicato. Il contatto diretto migliora i rapporti e di conseguenza la produttività dei singoli. Tutto ciò crea elevate probabilità di raggiungere il buon risultato per l’Azienda, ottenendo la massima soddisfazione del Cliente.